L' Associazione

   Preceduta da un organismo provvisorio per consentire gli incontri dei sindaci insulari, l’ANCIM (Associazione Nazionale Comuni Isole Minori) fu fondata ufficialmente l’8 giugno 1986 all’isola del Giglio “come- recita l’atto notarile – unione volontaria di comuni operanti nelle Isole Minori del Mediterraneo, costituita per il miglioramento e la trasformazione delle strutture economiche e sociali, da determinarsi in Piani organici e programmatici nel rispetto e in sintonia con la programmazione nazionale, regionale e comunitaria”.

   In un primo tempo l’attività associativa fu volta a fotografare i problemi, le esigenze, gli obiettivi di ogni singola isola, assai simili in verità per tutte le isole, quasi sempre dovuti alla mancanza di “continuità territoriale” (in primo luogo i trasporti, i rifornimenti idrici, la salute, la scuola, le comunicazioni, i rifiuti urbani, etc etc.): in sostanza le isole, pur nella diversità di tutte e nella singolarità di ognuna, tutte insieme avevano gli stessi problemi.

   Si addivenne poi, in un convegno nel 1990, presenti tutte le istruzioni e le realtà interessate, ad immaginare  un “progetto strategico per le Isole Minori” teso ad unire in un disegno globale l’apporto istituzionale, il rischio imprenditoriale e l’impegno amministrativo per ammodernare i servizi, i trasporti, per proteggere l’ambiente e salvaguardare i giacimenti culturali, per sostenere ed accrescere un patrimonio di tutto il Paese, per risolvere insomma i nodi che sono nati e nascono ogni giorno a causa della “discontinuità” dal continente.

   Fu destata così l’attenzione del Parlamento e dei Governi, tant’è che nella “riforma Bassanini” della Legge n.142 in materia di autonomia e di ordinamento degli enti locali, l’art.5 fu dedicato proprio ad “interventi per lo sviluppo delle Isole Minori”. Crebbero anche disegni e proposte di legge che però non superarono mai le legislature.

   Una ricerca importante di Publitecnica (1995) evidenziò il rilevante ruolo che le Isole Minori assicuravano nell’insieme dell’offerta turistica nazionale e come la soluzione dei problemi connessi all’insufficiente infrastrutturazione e insufficiente dotazione di servizi richiedesse l’esigenza di adeguati strumenti legislativi, programmatori, finanziari regionali, nazionali e comunitari. Il lavoro di ricerca consentì all’Ancim di innescare una messa a sistema dell’insieme dei Comuni insulari.

   Il punto di svolta determinato, sulla scorta di tutto il lavoro effettuato, dalla stesura nell’1999 del DUPIM (documento unico programmatico isole minori) e conseguentemente dall’”Accordo di Programma quadro per lo sviluppo locale”stipulato tra Governo Regioni ed Ancim, il cui finanziamento è stato definito nella legge 28 dicembre 2001, n.448 (art.25) tutt’ora in corso di attuazione. E’ giunto anche a conclusione il bando specifico per le Isole Minori della Legge n.448. E’ stato inoltrato al Ministero dell’Economia anche il progetto “Paese in Rete” rilevante soprattutto per il comparto della sanità attraverso lo strumento di “Telemedicina”.

  

   ANCIM – che è aderente all’ANCI – rappresenta 36 comuni nei quali sono residenti oltre 200.000 persone che, come noto, divengono milioni durante la stagione estiva.

 

Gli strumenti del proprio agire

 

Un Accordo di programma, che vede insieme il Governo, le Regioni, i Comuni delle piccole isole e la Federazione Parchi, costituisce il cardine dell’agire unitario e l’impegno di tutti a contribuire con le proprie risorse.
     Esso disciplina il funzionamento dell’agire comune;
Un DUPIM (Documento Unico di Programmazione isole minori) che costituisce il quadro programmatico pluriennale – elaborato dai Comuni e ratificato dalle Regioni.
Esso comprende sia gli interventi  pubblici che quelli privati, sinergici all’obiettivo di uno sviluppo teso a valorizzare tutte le componenti economiche e sociali;
Un PIST (Progetto Integrato di Sviluppo Territoriale) come strumento operativo della programmazione.

 

I finanziamenti

 

Circa 51 milioni di euro stanziamento iniziale del Ministero dell’Economia che ha permesso di dare concretezza attuativa al DUPIM;
Circa 51 milioni di euro per un bando specifico  488 per l’imprenditoria delle isole minori;
Circa 50 milioni di euro dedicato ai Comuni  delle piccole Isole e gestito dal Ministero dell’Interno;
Finanziamenti integrativi da parte delle sette Regioni (Campania, Lazio, Liguria, Puglia, Sardegna, Sicilia e Toscana).

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